"Colpo della strega" e sciatalgia

Cosa fare e i consigli del chiropratico.

L'area cervicale alta: chiave per aprire la porta alla salute

L'area cervicale alta: chiave per aprire la porta alla salute

Gabriele Malinverno, DC



Atlante è il nome della prima vertebra cervicale.

Si trova appena al di sotto del cranio e siede sopra all'epistrofeo, o seconda vertebra cervicale, e si articola con entrambi.

Il suo nome deriva dalla mitologia greca: Atlante era infatti un gigante costretto da Zeus a sorreggere e portare su di sé la volta celeste. L' osso atlante, similmente, sorregge il nostro “Universo”, la testa.

Anatomicamente, l'atlante è una vertebra anomala: si differenzia dalle altre per la sua forma a ciambella. Grazie alla sua particolare configurazione, l'atlante può articolarsi con la vertebra sottostante in maniera unica: l'epistrofeo infatti è caratterizzato dal suo “dente”, un processo verticale che agisce da asse attorno a cui l'atlante ruota, come una porta su un cardine.

In virtù di queste sue proprietà, è proprio in questa articolazione che avviene circa il 40% della rotazione cervicale1 : ogni volta che giriamo la testa, dunque, quasi la metà del movimento viene effettuato tramite una sola articolazione.

Sopra l'atlante siede l'osso occipitale (la nuca) ed entrambi sono dunque sostenuti dall' epistrofeo. E' la corretta relazione tra queste tre strutture che è di particolare importanza.

Si può quindi immaginare come una disfunzione articolare (sublussazione) possa influire sulla capacità di muovere il collo. Una sublussazione dell'atlante può inoltre causare dolore: numerosi sono gli studi che hanno confermato come l'origine di molti casi di cefalea, incluse emicranie e cefalee a grappolo, si trovi proprio nelle articolazioni dell'atlante 2, quando esse risultino infiammate a causa di una sublussazione. Inoltre, è stato dimostrato che episodi di sciatica e sintomatologia negli arti inferiori3, vertigine4 e svariate disfunzioni non-muscolscheletriche5 sono correlate a deficit neurologici nell’ area cervicale alta, ovvero a livello dell'atlante: i dolori e le disfunzioni possono essere ben lontani dalla loro zona di origine. La ricerca e l'evidenza clinica ci dimostrano che il riposizionamento dell'atlante e delle strutture circostanti nella posizione corretta è risolutivo per questi problemi.

Parliamo di atlante e strutture circostanti poiché in realtà i problemi possono avvenire, in generale, nella zona cervicale alta, ovvero tra cranio e atlante e tra atlante e seconda vertebra. Infatti può essere il cranio ad essere malposizionato rispetto all'atlante, o viceversa, o entrambi, o può essere l'epistrofeo (la vertebra che sorregge l'atlante) a portare il tutto fuori posto. E' dunque un complesso di 3 segmenti la cui dinamica può bloccarsi. Parliamo per lo più di atlante poiché è quello che sta nel mezzo e che maggiormente necessitadi un aggiustamento. Nella letteratura, che è pressochè tutta in inglese, si parla di “Upper Cervical Chiropractic”. Che non è, come alcuni danno a intendere, una metodologia a sé stante, ma una parte integrante dell'approccio di un chiropratico ben formato.

E' dunque ai livelli neurologico e biomeccanico che la corretta posizione dell' area cervicale alta si rivela di fondamentale importanza per la salute ed il benessere umani.


Alta cervicale e Sistema Nervoso Centrale

Oltre a sorreggere il corpo ed a permetterne il movimento, la funzione principale della colonna vertebrale è quella di proteggere il sistema nervoso centrale. Molti conoscono la gravità delle possibili conseguenze di una compromissione del midollo spinale, per esempio in caso di frattura vertebrale: esso però può essere compromesso in maniera più sottile, con conseguenze non immediatamente debilitanti o fatali ma comunque serie, da una sublussazione vertebrale, e su questo principio la scienza della chiropratica basa il suo operato.

Particolarmente importante è che non vi sia una sublussazione del complesso alto cervicale, proprio in virtù della sua posizione anatomica: essendo la prima struttura significativamente mobile immediatamente al di sotto del cervello, attraverso essa passano tutte le informazioni dirette a e dal cervello, da e a tutto il corpo, oltre ad arterie che irrorano il sistema nervoso centrale e la cui compromissione è incompatibile con la vita.

Inoltre il bulbo (midollo allungato), alloggiato nel canale vertebrale tra occipite, atlante ed epistrofeo, contiene importantissimi centri del sistema nervoso, i quali controllano numerose funzioni vitali quali respirazione, battito cardiaco, ecc.6

E' quindi evidente come una malposizione di uno dei 3 segmenti possa provocare pressione sulle strutture neurali da essi racchiuse, compromettendone la funzionalità. Il meccanismo su come ciò avvenga è di difficoltosa comprensione; le teorie spaziano dalla compressione diretta dei tratti spinocerebellari, molto sensibili alla pressione, attraverso una tensione dei legamenti denticolati7, alla compromissione di strutture vascolari che conduce ad una parziale ischemia dei tessuti neurali8, ad un afflusso di messaggi in uscita dai meccanorecettori delle articolazioni che risulta aberrante qualora la motilità sia compromessa9, 11. Inoltre, a questa vertebra si attacca la dura madre, che ricopre tutto il midollo spinale e che può finire in tensione.

E'più probabile che tutti questi fattori combinati abbiano un ruolo nella genesi delle disfunzioni associate alle sublussazioni dell'alta cervicale.


Alta cervicale e postura

La posizione dei primi segmenti vertebrali influisce sulla postura e sull'atteggiamento biomeccanico di tutta la colonna vertebrale, nonché sulla posizione di altre articolazioni.10

Fin dagli anni '20 in chiropratica si presta un'attenzione particolare a questa struttura, e fin da allora si riesce, aggiustando soltanto occipite, atlante o epistrofeo, a far sì che la vita raggiunga liberamente aree lontane da esso.

L'atlante ha un ruolo fondamentale nel mantenimento di una postura adeguata. I recettori nelle sue capsule articolari partecipano in maniera preponderante nell'attivazione di alcuni riflessi. Essi permettono di muovere il capo seguendo il movimento degli occhi, e di mantenerlo in posizione ortogonale rispetto alla spinta di gravità, ovvero mantenere gli occhi in linea con l'orizzonte. Quando l'articolazione è compromessa da una sublussazione, lo sono anche tali riflessi. Questo spesso genera stati vertiginosi, ma influisce anche sull'attivazione dei muscoli, risultando così in una postura non in asse.11

La correzione di problemi quali scoliosi o portamento anteriore della testa a seguito di correzioni dell'atlante o dei segmenti adiacenti sono state osservate in numerosi casi.

Allo stesso modo, sono state osservate le riduzioni o scomparse di dismetrie pelviche, lombalgie, nevralgie, sciatalgie, e vari altri fenomeni apparentemente correlati a disfunzioni articolari o neurologiche a livelli inferiori, ma la cui eziologia era da ricondursi ad una posizione patologica deli primi 3 segmenti della colonna.12

Questi casi non sorprendono affatto noi chiropratici: dagli anni '10 il chiropratico dr. MB Dejarnette intuì il ruolo delle meningi nella postura: esse rivestono il sistema nervoso centrale, proteggendolo e permettendo la circolazione del fluido cerebro-spinale, e sono saldamente ancorate al cranio, al coccige ed alle prime tre vertebre cervicali. Perciò una disfunzione pelvica può provenire dall'alto: in presenza di una sublussazione, le meningi rimangono in torsione e “tirano” coccige e sacro, e una disfunzione pelvica ne è il risultato, accompagnata da lombalgia, dismetria degli arti inferiori, e altri disturbi. Perciò, anche se il problema avvertito dal paziente può essere lontano, molto spesso il chiropratico interverrà con metodologie varie, nella zona sotto la nuca del paziente.

Negli anni '20 BJ Palmer, DC postulò che un'efficace correzione dell'atlante fosse l'unica correzione necessaria per qualsivoglia problema in pazienti sublussati: nacque la chiropratica Upper Cervical (che significa semplicemente alta cervicale) e numerose tecniche, HIO e NUCCA per citarne alcune, si svilupparono in seguito, e continuano ad essere perfezionate oggi; esse consentono precisi accertamenti sulla posizione delle vertebre e le più efficaci correzioni di una biomeccanica aberrante.


Alta cervicale e occlusione

Mentre Dejarnette investigò i meccanismi di sublussazione dell'atlante e Palmer ne studiò meccanica e correzione, fu solo negli anni '70, e principalmente grazie al gruppo di chiropratici di Como, che si giunse a comprendere una delle principali cause di sublussazione alta cervicale,o di una sua recidivizzazione, nei pazienti di oggi. I rapporti tra collo e ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare, che permette apertura e chiusura delle mandibola) vengono studiati da decenni in chiropratica e kinesiologia applicata, ma è oggi che abbiamo una chiara comprensione della loro complessa interrelazione.

Detto brevemente, un difetto nell'occlusione dentale causa una sublussazione compensatoria del cranio o di una delle prime vertebre. I meccanismi per cui ciò avviene variano da caso a caso e richiedono una spiegazione separata, manumerose ricerche e migliaia di casi clinici hanno dimostrato la validità di questo postulato.

Ogniqualvolta deglutiamo, un complesso meccanismo si aziona per permettere questa vitale funzione ,presente dal primo minuto di vita extrauterina: è fondamentale, perchè possa avere luogo, che le arcate dentali combacino e che la lingua serri tutti gli spazi. E' ovvio che, qualora le arcate dentarie non combacino (a causa di patologie dei denti, interventi ortodontici, ecc.), o alcuni denti siano mancanti, o lamandibola non si trovi nella posizione ideale (morso profondo, incrociato, ecc.) si debba alterare la posizione della mandibola e della lingua ad ogni deglutizione per ovviare a questi difetti. E' la posizione della mandibola durante la deglutizione, unita ad altri fattori, che influisce sulla posizione dell'atlante e, se si considera che si deglutisce in media 800 volte al giorno, si intuisce la magnitudine dell'influenza che l'occlusione ha sulla funzionalità del collo.13


L'aggiustamento

Esistono numerose tecniche in chiropratica, che si sono sviluppate negli anni e secondo parametri specifici e a seconda delle priorità dei singoli dottori praticanti. Ne usiamo diverse, poiché differenti metodi di aggiustare corrispondono a diverse caratteristiche dei pazienti. Tutte le tecniche sono state sviluppate secondo i principi della biomeccanica e sono completamente sicure ed indolori, essendo state collaudate in decenni di pratica e validate da ricerche scientifiche.

Una delle più usate è la tecnica Gonstead: consiste nel contattare il processo trasverso dell'atlante, sotto all'orecchio, e condurlo in una direzione precisa mentre il paziente è seduto. Durante un toggle recoil invece, il paziente è sdraiato su un fianco e un impulso viene esercitato dalle mani del chiropratico sull'atlante: il lettino mobile amplia la forza dell'impulso abbassandosi, cosicchè il paziente avverte solo una leggera pressione. In precedenza, si usava la tecnica del Knee Chest Upper Cervical, in cui il paziente era in ginocchio con la testa ruotata e appoggiata su un lettino inclinato: il toggle recoil è l'evoluzione di questa tecnica ed è molto più sicuro e meno traumatico. Tipicamente non produce nemmeno alcuno “scrocchio”. Un aggiustamento classico è quello in cui il paziente è sdraiato sul lettino e il chiropratico manovra con precisione una vertebra o la testa rispetto al resto del collo.

Vi sono inoltre strumenti che generano impulsi leggeri ma ultra-rapidi che, influenzando i recettori articolari, danno un dolce “suggerimento” al sistema nervoso su quale sia la posizione ideale della vertebra.

In alcuni casi, l'aggiustamento dell'atlante o del cranio può anche essere la sola correzione necessaria, o può essere un'aggiunta ad aggiustamenti in altre aree dello scheletro. Di norma, bastano alcune sedute perchè la posizione delle vertebre si normalizzi. Questo dipende da molti fattori.

E' da notare che parliamo qui di atlante poichè è la vertebra che più spesso viene coinvolta e necessita un aggiustamento chiropratico, ma intendiamo in realtà il complesso cervicale alto. In alcuni pazienti è la seconda vertebra ad essere sublussata, il che porta fuori posto l'atlante; in altri casi, si corregge la posizione del cranio rispetto all'atlante, e in molti casi si correggono due segmenti piuttosto che solamente l'atlante.


Alta cervicale e salute

Un normale allineamento del cranio e delle prime due vertebre è dunque essenziale per una normale comunicazione tra cervello e corpo attraverso il sistema nervoso. Le ripercussioni di una sublussazione dell'alta cervicale possono essere svariate: le più comuni, e oggetto di ricerca scientifica, sono state presentate nel primo paragrafo, ma la pratica clinica quotidiana ci mostra che le implicazioni possono coinvolgere tutti i sistemi del corpo umano. Difatti, sono stati osservati miglioramenti in svariati distretti della fisiologia umana: dalla funzione visiva alla sintomatologia degli asmatici, dalla fisiologia cardiaca al comportamento di bambini iperattivi, per citarne alcuni.12

Recentemente, si è parlato di “disautonomia”, intesa come mancata funzionalità organizzata del sistema nervoso autonomo, come principale effetto di una sublussazione della zona alta cervicale. Poiché il sistema nervoso controlla e regola tutte le funzioni della fisiologia umana, le ramificazioni di questa denominazione sono enormi.

La ricerca più recente riguarda uno degli stati patologici attribuibili alla disautonomia: l'ipertensione (pressione sanguigna alta).

In“Atlas vertebra realignment and achievement of arterial pressure goal in hypertensivepatients: a pilotstudy”, apparso nel prestigioso Journal of Human Hypertension del maggio 2007,i ricercatori dell'Università di Chicago hanno investigato gli effetti di un aggiustamento dell'atlante somministrato da un chiropratico in pazienti affetti da ipertensione benigna, nei quali il dottore in chiropratica aveva determinato la presenza di una sublussazione dell'atlante. I risultati: la riduzione, in media, di 14mmHg della pressione sistolica e di 8mmHg di quella diastolica, gli stessi effetti di una combinazione di due medicinali anti-ipertensivi assunti in contemporanea, secondo il responsabile dello studio, il dr. Bakris, primario del centro di ipertensione presso l'ospedale dell'Università di Chicago.

Lo studio è da considerarsi preliminare poiché si basa su circa 40 pazienti, e verrà rimpiazzato da una ricerca simile ma su larga scala non appena il governo americano sbloccherà i fondi necessari per effetturalo, ma dimostra comunque i benefici che la correzione di una sublussazione dell'atlante può procurare in soggetti affetti da problemi anche di natura non neuro-muscolo-scheletrica.

Questo non significa che la chiropratica “ curi” l'ipertensione, o altre patologie: semplicemente conferma che, normalizzando la posizione dell'atlante, si normalizza anche la funzione del sistema nervoso autonomo e ciò, in questo caso, riportava in equilibrio i sistemi simpatico e parasimpatico, risultando in una normalizzazione della pressione arteriosa.

Si è già parlato del ruolo che la parte più alta della colonna può avere nel determinare stati di cefalea o vertigine, o nel provocare disturbi funzionali, quali ad esempio una scoliosi, nei primi paragrafi. Le implicazioni sono molteplici e si attende solo che la ricerca continui a confermare, come ha fatto finora, ciò che osserviamo quotidianamente nella pratica clinica: una sublussazione “upper cervical” è sempre presente, sia come causa primaria che come compensazione, in tutti i casi di disfunzione del sistema muscoloscheletrico, influendo significativamente sul funzionamento del sistema nervoso centrale e quindi su tutti i sistemi dell'organismo umano da esso controllati, e la correzione di tale sublussazione è il primo passo verso un futuro di salute e benessere.


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